LUNEDI' 12 MARZO 2012: E' TUTTO VERO
Sembra facile commentare un impresa come quella di Domenica, soprattutto se ne sei stato protagonista, se quella è stata la tua impresa, quella che aspettavi da anni, dopo tragedie sportive come quelle di 2006 o 2009. Troppo difficile scegliere e sintetizzare su quali aspetti far scivolare le possibili considerazioni. Prevalentemente tecniche? No! Troppo conosciute, troppe volte oggetto di discussioni più diverse, tanto fu devastante ed inaspettato il risultato, potrei descrivere le emozioni, il tumulto nel mio cuore prima della gara oppure il bagno d’adrenalina subito nel dopogara? riuscimmo a far esplodere il Buon Riposo perché siamo stati i più forti in tutti i sensi: gambe, polmoni ed un cuore grande, il cuore di una squadra d’integrità morale, modello inarrivabile per gente che stravolge gli obiettivi ed i contenuti formativi ed educativi. La staffetta come l'atletica è bella perché vive di tempi e misure; è una scienza esatta… tanto vali, tanto rendi. E al risultato non scappi: il più forte vince sempre. In qualche modo si trattava di uno scontro di differenti filosofie metodologiche e di differenti approcci d'idealismi. La Lucertola senza vergogna, con le magliette celebrative sotto e il Pozzo che se arrivava sul podio era un gran buon risultato. Pochi credevano in un nostro possibile exploit: le famiglie, certo (nemmeno troppo convinte) qualche amico…niente di più. Gli unici che erano certi di quello che sarebbe accaduto, sul traguardo di quella giornata, una volta finita la gara, erano il neo responsabile Roberto Mori, e il confermato Mister Remo Dini. Loro, nel modo più semplice che si possa trovare, ci dissero la sera prima: Domani vinciamo, poi ne riparliamo. Così, secco..intorno a sorrisi increduli di una squadra messa insieme gli ultimi trenta giorni. Perché per loro la staffetta è quello che è, quello che dovrebbe essere per tutti: una sfida con il cronometro e con l’avversario. Il più forte vince, Una roba simile... Sapevamo tutti che non era così semplice, soprattutto in un annata di spaccature e liti: Ma il modo in cui ci confidarono la loro sicurezza, convinse tutti…che qualcosa si potesse fare. Della gara che devo dire? L’hanno vista tutti, un trionfo, è vero…la squadra fece quello che doveva fare, tattica di formazione e corsa perfetta. La cosa importante fu che, per quella giornata, purtroppo non come tutti gli scorsi otto anni, la legge dell’atletica era stata rispettata: il più forte aveva vinto. Eravamo Campioni! Qualche minuto dopo, eravamo lì e non ci stancavamo di abbracciarci, era la fine di un’incubo tecnico ed umano, dopo otto anni tornò la quiete nell'aria che veleggiava la piana del palio dei micci, i buoni tornarono ad alzare la coppa che conta. Il nostro sogno si era avverato: avevamo dimostrato, noi come squadra, e Remo come allenatore, che si poteva ancora vincere la staffetta senza trucchi, senza rubare gli stranieri, senza doping e senza tutta quella arroganza da rettili. E' TUTTO VERO, SIAMO CAMPIONI PER LA DICIOTTESIMA VOLTA.